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Siracusa, Italia

Matisse cosmopolita al MUDEC di Milano

Ritratto di donna dipinto da Henri Matisse, con giacca rossa ricamata e camicia gialla, in cornice dorata

Milano · MUDEC, Museo delle Culture8 ottobre 2026 · 21 febbraio 2027

di Clara Bartolini ·

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Dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, il MUDEC, Museo delle Culture di Milano ospita «Matisse. Il mondo in una stanza», una mostra curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti che rilegge l’opera di Henri Matisse da un punto di vista nuovo: non più solo come padre del colore moderno, ma come artista profondamente segnato dall’incontro con le altre culture extraeuropee e capace di trasformare persino la malattia in un nuovo linguaggio visivo.

La ricerca di Matisse: un atelier-mondo, una stanza che si dilata per fare spazio a nuove commistioni culturali per trasformare la pittura del secolo in uno spazio più ampio capace di contenere molti mondi, alla ricerca di una sintesi di maggiore respiro. Il percorso espositivo, articolato in otto sezioni e circa 100 opere tra dipinti, disegni e sculture, restituisce l’immagine di un Matisse viaggiatore e curioso, che fa del proprio studio una sorta di mappa del mondo.

L’artista assorbe e rielabora influenze provenienti da Africa, mondo islamico, Russia, Cina e Oceania, trasformando motivi decorativi, tessuti, maschere e icone in elementi strutturali della sua pittura. La sua ricerca non è esotismo superficiale: le culture altre diventano parte del DNA stilistico, insegnandogli a pensare la tela come superficie autonoma, governata da ritmo, linea e colore puro. In questa luce, il titolo della mostra è letterale: il “mondo” non è solo fuori, ma dentro la stanza dell’atelier, dove convivono arabeschi islamici, geometrie rumene, icone russe e motivi del Pacifico.

Le modelle, protagoniste di tutte le azioni pittoriche dell'artista, per la maggior parte straniere anch'esse, diventano un altro filo conduttore. il loro ruolo è centrale, in particolare figure come Henriette Darricarrère. Non sono semplici corpi da ritrarre, ma presenze attive che danzano, posano e si muovono nello spazio saturo di motivi extraeuropei.

Il loro gesto si fonde con l’arabesco: il corpo diventa parte del disegno ornamentale, ponte tra figura umana e decorazione culturale. Questa lettura restituisce un Matisse meno isolato nel suo studio parigino e più immerso in una rete globale di influenze, dove la modella è sempre “in azione” dentro un mondo già ibridato. La mostra offre anche una ulteriore immagine dell'artista che dopo l'intervento subito per un tumore, resta a lungo su una sedia a rotelle.

Con forze ridotte e difficoltà a maneggiare pennelli e diluenti, Matisse inventa la tecnica delle gouaches découpées: carte tinte a gouache che ritaglia direttamente con le forbici, “dipingendo nel vivo del colore”. Le forme ritagliate vengono appese alle pareti, spostate e ricombinate fino a trovare l’armonia desiderata, in un processo mobile e meno fisicamente gravoso.

Anche in questa fase, il dialogo con le culture altre non si interrompe: i motivi decorativi si semplificano, diventano segnali puri di ritmo, mentre le figure femminili si trasformano in sagome essenziali, archetipi di movimento e leggerezza.

Il MUDEC, museo dedicato al dialogo tra culture, è il luogo perfetto per questa lettura integrata: non una retrospettiva di capolavori, ma un’indagine sul processo creativo di Matisse come incontro continuo con l’alterità e come capacità di trasformare il limite fisico in libertà espressiva. La mostra restituisce così un Matisse cosmopolita e resiliente: un artista che fa delle culture del mondo e del proprio corpo fragile due leve per reinventare continuamente il linguaggio dell’arte.

Informazioni utili Matisse. Il mondo in una stanza MUDEC, Museo delle Culture, Via Tortona 56, Milano 8 ottobre 2026-21 febbraio 2027 Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30-19.30; giovedì 9.30-22.30; lunedì chiuso (tranne 14 ottobre, aperto 14.30-19.30)[1][6]